Personaggi Storici Stampa
Giovedì 25 Ottobre 2012 00:00

Giuseppe Sirtori

Giuseppe Sirtori è una gloria di Casatevecchio, dove nacque il 18 aprile 1813. Morì a Roma nel 1874. Fu settimo ed ultimo figlio di Giuseppe a Rachele Ripamonti, battezzato nella chiesa di Casatenovo. A 12 anni iniziò gli studi nel collegio di Vimercate. Nel 1826-1827 passò il seminario arcivescovile di S. Pietro Martire di Barlassina e vest'abito di chierichetto. Passò al seminario di Milano e ricevette gli ordini sacri dal cardinale Gaisruck il 10 marzo 1838. Nel 1841 si recò Parigi e ritornò in patria nel 1843. Nel gennaio del 1844 svest'abito talare. Nel 1845 ritornò a Parigi e nel 1848 partecipò alla rivoluzione del 23 febbraio.
Ritornò quindi in Italia e si segnalò alla difesa di Venezia. Nel 1860 fu capo dello stato maggiore dei Mille; nel 1866 comanda divisione dell'esercito regolare nella battaglia di Custoza, in seguito alla quale, per accuse rivolte a lui e ad altri generali, presentò le dimissioni. Più tardi fu reintegrato nel grado.
Sedette per varie legislature alla Camera. Fu tra le più influenti figure del risorgimento. Sulla facciata della casa natale di Casatevecchio si leggono le seguenti lapidi, una delle quali sormontata da un piccolo busto.

Gaetano Casati

Nacque nel 1838 a Boffalora, a quei tempi una frazione di Triuggio. Prestò servizio dal 1859 al 1879 nell'esercito italiano, giungendo al grado di maggiore.
Date le dimissioni, partì per l'Africa  per conto della Società di esplorazione commerciale dell'Africa sorta a Milano. Arrivò a Suackim il 23 gennaio 1880. Con Romolo Gessi di Ravenna si adoperò alla repressione del traffico degli schiavi in Sudan. Mandato dal Gessi in missione fra i Niam-Niam e i Mombuttù, rimase là dal 1882 al 1889, dopo aver attraversato i territori dell'Alto Nilo. Gaetano Casati è celebre anche per essere stato il primo a segnalare l'esistenza del Ruwenzori, una delle più alte montagne dell'Africa fra i laghi Alberto e Alberto Edoardo. Sarebbe spettato a lui dunque il diritto e l'onore di dargli il nome, che invece fu scelto dall'esploratore Stanley.

Giovanni Virginio Schiaparelli

(1835 -1910) Astronomo e storico della scienza.
Originario di Savigliano in provincia di Cuneo, si trasferì a Torino dove si laureò in ingegneria idraulica e architettura. La sua vera passione era l’astronomia. Da autodidatta imparò il tedesco, l’arabo e il sanscrito. Soggiornò a Berlino dove studiò astronomia e a San Pietroburgo. Nel 1865 sposò Maria Comotti proprietaria della villa situata a Monticello in località Sorino, che divenne la sua residenza estiva. Occupò la carica di direttore dell’osservatorio astronomico di Brera e fu membro delle più note Accademie scientifiche d’Italia (Accademia dei Lincei, Accademia delle Scienze di Torino e Regio Istituto Lombardo).
Teorizzò il nesso tra le meteore e le comete e nel 1867 scrisse “Note e riflessioni intorno alla teoria astronomica delle stelle cadenti” spiegando la vera natura delle stelle cadenti, dimostrando che gli sciami meteorici sono residui cometari; il lavoro gli valse nel 1872 la medaglia d’oro alla Royal Astronomical Society.
A lui si deve la scoperta dell’asteroide Hesperia 69, di un cratere su Marte, di un cratere sulla luna, di una dorsale di Mercurio e dell’asteroide 4062. Molti suoi scritti fanno riferimento a importanti osservazioni sul pianeta Marte, che scatenarono dubbi e polemiche sull’eventuale esistenza dei marziani.
Nel 1889 venne eletto senatore del Regno d’Italia. Fu sepolto al cimitero monumentale di Milano.

Bocconi Luigi

(1839- 1900) Industriale e filantropo.
Nato nel 1839, trascorse l’infanzia a Lodi terra d’origine della famiglia. Si dedicò ben presto al commercio di mercerie, professione del padre e del fratello Ferdinando con i quali nel 1850 si trasferì a Milano. Qui iniziò la produzione e la vendita di abiti preconfezionati, novità assoluta per il mercato dell’epoca. Nel 1865 inaugurò la prima bottega in Santa Radegonda, vicino al Duomo. L’iniziativa ebbe grande successo e in un quinquennio i magazzini “fratelli Bocconi” contavano alcune succursali nelle principali città italiane e a Parigi. Ben presto alla vendita di stoffe e abiti preconfezionati affiancarono articoli per l’abbigliamento e per la casa, acquistabili ad un prezzo accessibile a tutti. Nel 1889 venne inaugurata la nuova sede dei magazzini dove oggi troviamo la Rinascente. Negli anni 90, per motivi di salute, Luigi fu costretto a ritirarsi dall’azienda di famiglia, peraltro in continua crescita. Promosse altre imprese tra cui la calzoleria Crema e Rovatti. Fu consigliere del Comune di Milano, della Camera di Commercio, presidente di alcune Istituzioni filantropiche e di Istituti Industriali. Nonostante tutti i suoi impegni cittadini era solito frequentare la villa di famiglia a Monticello Brianza dove dal 1895 al 1899 occupò la carica di sindaco.
A Monticello morì il 7 marzo 1900. Un suo ritratto a mezzo busto è collocato nel pianerottolo del palazzo comunale. Ai finanziamenti e all’interesse della moglie Teresa Rossi dobbiamo la fondazione della Scuola Materna “Luigi e Teresa Bocconi”. Il nome di Teresa è legato anche ad una cascina, un tempo compresa nella vasta proprietà della villa, intitolata alla donna con deliberazione del Consiglio Comunale del 24 giugno 1888. Nel 1939 gli eredi di Luigi Bocconi vendettero la residenza  di Monticello, oggi è sede della casa di riposo per anziani.

 

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